L’arte non segue semplicemente il tempo in cui nasce.
Lo spinge, lo incrina, ne modifica la direzione.
Ogni immagine capace di restare non si limita a rappresentare il presente: apre una distanza tra ciò che esiste e ciò che potrebbe esistere.
In quella distanza prende forma la sua forza più profonda.
La spinta dell’arte è questo movimento invisibile.
Una pressione sulla percezione, una tensione che trasforma lo sguardo e rende immaginabile un futuro ancora senza forma.

